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Col Terno Secco si vince facile

Terno Secco è l’ultimo panino nato da Sciuè il panino vesuviano. Perché si vince facile? Perché dall’unione di 3 menti eccellenti e sei mani, non può che nascere qualcosa di molto gustoso. Il panino (panpizza) realizzato da Gianfranco Iervolino al 65 % di idratazione e pomodoro semidry, accoglie in sé l’idea nata dallo chef stellato Michele Deleo, che l’ha progettato con coppa di maiale marinata con senape rustica e limone, pomodorini confit e stracciata di bufala freschissima e peperoncini di fiume, perfetti in questa stagione.

Motore di questa macchina come sempre Giuseppe De Luca che si muove, nonostante la giovane età con grande esperienza alle piastre.  Si chiama terno secco perché proprio frutto di tre numeri vincenti, ognuno di loro è infatti un punto di riferimento nel proprio campo. L’assaggio è molto positivo, il pane fragrante dal colore tendente al rosso per la presenza dei pomodori è delizioso, delicato e aromatizzato all’origano, non invade, anche perché fa da contenitore a un ripieno di gran carattere.

La locena (il capocollo), ottima, che per mio gusto avrei preferito scaloppata, si sposa in maniera perfetta ai peperoncini e la dolcezza della stracciata, è la ciliegina sulla torta. Nonostante la nuova sede del locale sia aperta solo da  Gennaio ha riscosso in pochissimi mesi un notevole consenso di pubblico, grazie anche al format che ha visto l’abbinamento di uno chef ogni mese per la creazione del panino d’autore.

Terno Secco

Questo è un progetto di giovani e che ai giovani vuol dare fiducia, infatti i fratelli De Luca, guidati dal padre,  sposano il programma a sostegno del ritorno dei giovani all’agricoltura con l’alleanza slow food Vesuvio. Il fratello Marco che sta per diventare sommelier, ha voluto abbinare una birra chiara, la Marlyn, dalle note erbacee e leggermente amara grazie al luppolo, che va a sgrassare bene la bocca vista la presenza dei peperoncini verdi e della senape. Ottima l’accoppiata.

Da tornarci sicuramente per assaggiare anche le altre proposte.

Grazie a Marina Alaimo per l’invito.

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