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Cantine Matrone, l’ebbrezza e l’incanto

Bere del buon vino in un palazzo storico del xx ai piedi del Vesuvio, dopo aver fatto il pieno di aria buona e riempito gli occhi di colori intensi passeggiando per i vigneti, non è cosa che accade spesso. Questo invece è quello che è accaduto grazie ad Andrea Matrone e alla sua famiglia che ha aperto le porte della casa e del podere, per vivere a chi come me ama queste realtà una giornata meravigliosa sotto il coordinamento della giornalista Marina Alaimo che da sempre difende i valori enogastronomici del Vesuvio.

Andrea ha solo qualche anno meno di me, ci siamo sfiorati all’Università di Agraria e la passione per ciò che fa è evidente. Si percepisce tutta quando con pazienza e precisione spiega la diversità dei campi, la particolarità dei terreni, l’influsso del mare lì vicino o del sole dietro “la montagna” (il Vesuvio).

Ci dice che dopo aver girato in lungo e in largo il mondo ha deciso di ritornare alle origini, anzi alle radici riprendendo a coltivare con passione e sentimento il campo di suo nonno Andrea sulle colline di Boscotrecase. Oggi con il cugino Francesco e con l’aiuto attento e amorevole del papà Federico, instancabile reporter della giornata,  ha recuperato quelle terre e dato vita a un’etichetta che produce vini eccellenti.

La sua cantina produce oltre 10.000 bottiglie l’anno e la sua sfida è iniziata nel 2014 con il Lacryma Christi bianco e rosso che da un po’ sta riscuotendo grandi elogi e riconoscimenti da parte degli esperti del settore. I vigneti di sua proprietà sono ben diversi tra loro, e si distinguono per la posizione geografica e per frutti prodotti.

Si va dai 250 metri di altezza con vista mozzafiato sul golfo, a quella dei Tre Moggi dove si coltiva l’uva caprettone,  ma vi sono anche filari di uva rosa, e uve a bacca nera Cancello e Colonna. Il giro prevede un’altra tappa a 300 mt del mare dove si può toccare con mano la colata lavica che da sempre mi dà la pelle d’oca. Questo appezzamento è molto suggestivo, una piccola oasi verde curata e pulita in mezzo a pini enormi e massicci.

Su questo fazzoletto si coltiva piedirosso e una piccola quantità di Alberello. Vedere le piantine appena germogliate che diverranno bottiglie tra 6 anni è davvero emozionante. Ci vuole tempo e pazienza, dice Andrea, ma è un gettone da pagare per avere un prodotto di estrema qualità.  Per concludere in bellezza questo giro tra i vigneti, Andrea ci porta prima a visitare l’unità operativa dove l’uva viene trasformata in vino e poi tutti insieme a pranzo dove Degna, la madre ci aspetta nella sua dimora, splendido esemplare di un palazzo storico del XVII secolo.

Degna meriterebbe un capitolo a sé. Come una matrona elegante e gentile, ci accoglie nel suo giardino offrendoci ciò che di buono le sue mani sanno produrre. Ha preparato per noi ricette antiche, tramandate di generazione in generazione, che spero vengano rielaborate presto in un libro.

Ho amato tutto ciò che ha preparato me nel mio cuore sono rimasti i peperoni cotti nel mosto, davvero incredibili. Oggi la sua casa ospita anche un delizioso b&b che offre ospitalità e accoglienza ai turisti che vogliono ubicare in una posizione strategica per muoversi a metà strada tra Napoli e la Costiera, a pochi km da Pompei.


Cantine Matrone ha sede in
via Tenente Luigi Rossi n° 16 Boscotrecase (NA).
Tel. +39 3392841451
cantinematrone.it
info@cantinematrone.it

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